Era arrivato da noi dopo due trapianti di cornea. Il cheratocono, molto aggressivo, aveva lasciato una superficie corneale profondamente irregolare, non più correggibile con occhiali o lenti a contatto tradizionali. Il visus, anche con la migliore correzione, restava sotto un decimo, e l'occhio faticava a mantenere la fissazione.
A quadro clinico stabilizzato, l'oculista ha prescritto una lente a contatto ad appoggio sclerale. Realizzarla su quell'occhio era compito nostro.
Fabio ha studiato l'occhio con la topografia e l'ha progettata su quei parametri: una lente ampia, che scavalca la cornea senza toccarla e appoggia sulla congiuntiva che riveste la sclera, la parte bianca dell'occhio. Nello spazio fra lente e cornea resta un sottile strato di soluzione fisiologica, una lente liquida che neutralizza otticamente le irregolarità della superficie. Provata e rifinita, un passo alla volta.
Ha raggiunto i dieci decimi. Dopo anni, di nuovo una vista piena. È la sua storia, non una promessa: ogni occhio è un caso a sé. Ma è esattamente il lavoro che facciamo.